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In gabbia il vivandiere di Michele zagaria

I mafiosi made in Casal di Principe sono attivi sul territorio più che mai. Chi vorrebbe l’Agro aversano libero, sgombro dai tentacoli della piova casalese ha ancora da attendere e chissà per quanto. “Eppur si move”. Qualcosa sotto le ceneri del focarazzo dello strapotere canceroso del Male c’è ancora e si dimena. A fatica ma c’è. Perché purtroppo i legami con le vecchie famiglie di riferimento sono indistruttibili. Non servono più i patti e i giuramenti sui santini. Pur di mantenere il controllo della propria zona di riferimento si fanno patti anche con chi si mostra fragile: la maglia è così spessa ma intricata dei loschi affari che ogni tanto si rinuncia a qualcosa, il necessario è non abbandonare o lasciare le mani dello Stato gli affari almeno quelli più grossi e redditizi. A Gomorra altro che agenzia interinale o centro per l’impiego. Continua la lettura di In gabbia il vivandiere di Michele zagaria

Anche il figlio di Cicciotto Bidognetti parla coi magistrati antimafia

 

La mafia casalese è in crisi di identità. Qualcosa sta andando storto. Per la qualità dei “militari” ma soprattutto perché non sta facendo gli affari di un tempo. La crisi economica ha colpito anche l’esercito del Male, che ha spostato l’asse strategico-economico al centro nord del paese e all’estero. Lo dimostrano le inchieste sulla mafia casalese al nord e soprattutto nuovi pentimenti. Assestato un altro duro colpo alla struttura criminale e allo strapotere del clan dei casalesi in terra di Gomorra. Ad inizio aprile ha chiesto di parlare con i magistrati della direzione distrettuale di Napoli Raffaele Bidognetti, alias o’ Puffo, figlio del boss capo dell’ala più sanguinaria del clan Francesco Bidognetti alias cicciotto e’ mezzanotte. Continua la lettura di Anche il figlio di Cicciotto Bidognetti parla coi magistrati antimafia

Trentola nelle mani del clan Zagaria, sequestrato il patrimonio dei Balivo

Nell’Agro aversano è in corso una battaglia senza pari. Da un lato lo Stato, dall’altro le forze del Male. Anche se con non poche difficoltà, gli organi deputati al controllo e alla sicurezza in una terra malata e stanca di subire le angherie di un esercito organizzatissimo e spudorato, stanno lentamente portando a casa risultati eccellenti. Le mafie oggi hanno cambiato camaleonticamnete il loro volto. A dimostrarlo sono le parole dello stesso Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho: “la camorra non si occupa più, come avveniva prima, del settore dei rifiuti. Penso al clan dei casalesi, per cui i rifiuti erano come l’oro. Dopo il contrasto giudiziario e investigativo degli anni scorsi la situazione è cambiata. Continua la lettura di Trentola nelle mani del clan Zagaria, sequestrato il patrimonio dei Balivo

Gli Inquieto, una famiglia al servizio del boss Michele Zagaria

“Questi sono roba mia”. Parola di Michele Zagaria. Che un ramo della famiglia Inquieto fosse al servizio del superboss Michele Zagaria è cosa nota. Il 7 dicembre del 2011, dopo più di 15 anni di latitanza, Capastorta fu stanato e assicurato alla Giustizia dalla Polizia e dalla tenacia del giovane pubblico ministero della DDA di Napoli Catello Maresca, proprio mentre era “ospite” in Via Mascagni a Casapesenna nella casa di Vincenzo Inquieto, il tubista, e la moglie Rosaria Massa. Vivandieri e consulenti personali assoldati dal boss. Ogni desiderio della primula rossa veniva prontamente esaudito da Inquieto e da tutta la famiglia. In cambio di protezione e soprattutto vil danaro. Soldi in cambio della dignità svenduta. Continua la lettura di Gli Inquieto, una famiglia al servizio del boss Michele Zagaria

Quando la politica va a braccetto con la mafia casalese

Quando a finire nella rete della Magistratura sono i mafiosi, quasi non fa più notizia. Nella terra di Gomorra nessuno più si scandalizza. Grazie al “racconto” dei collaboratori di Giustizia sono migliaia i criminali assicurati alla Giustizia e miliardi di euro che sono diventati patrimonio dello Stato. Servono, sono utili e ben vengano nuove collaborazioni. Se non fosse stato per i collaboratori di giustizia quante persone l’avrebbero fatta franca. Tantissimi. Anche tanti errori, omissioni, silenzi inappropriati, verbali ancora desecretati. Non è tutto oro quello che luccica sicuramente, ma ad oggi la nostra terra è più libera di prima anche e soprattutto grazie al fenomeno del pentitismo. Chi fa la scelta di “collaborare” e lo fa seriamente aiuta la Giustizia. Continua la lettura di Quando la politica va a braccetto con la mafia casalese